GLI EXTRA PIANETI
Un pianeta extrasolare o esopianeta è un pianeta non appartenente al sistema solare, orbitante attorno a una stella diversa dal Sole.

La scoperta degli esopianeti è resa possibile da metodi di osservazione indiretta o da osservazioni al telescopio
La maggior parte dei pianeti scoperti sono giganti gassosi come Giove e in misura minore, pianeti rocciosi massicci.
Questi esopianeti si chiamano Super Terra, cioè che ha una massa compresa tra 1,9 - 5 e 10 masse terresti. È una definizione che una via di mezzo tra i giganti gassosi di massa simile a Urano e Nettuno e anche dei pianeti rocciosi di dimensioni simili alla terra.
Gli esopianeti ruotano intorno a una stella, precisamente quelle che vediamo in cielo ad occhio nudo.Esistono numerose osservazioni non confermate di oggetti di massa non legati alla gravitazionalità di una stella(pianeti interstellari): questi corpi celesti non sono definibili come "pianeti".
I pianeti, in confronto alle stelle, emettono molta meno luce. Vedere un esopianeta è molto difficile, perché i pianeti hanno solitamente una luminosità pari a circa un milione di volte meno di quella di una stella, ma per un esopianeta è diverso.
Come vedere un esopianeta?
Un telescopio tradizionale non permette di vederli e nel corso del tempo hanno sperimentato diversi metodi per identificarli e studiarli.
Astrometria: studia le posizioni degli astri e le loro variazioni. Il metodo che è stato utilizzato è una risonanza orbitale, come nel caso del sistema Trappist - 1.

Se vi state chiedendo cose la risonanza orbitale, ve la spiego: la risonanza orbitale avviene quando due corpi orbitanti impiegano lo stesso tempo per compiere un orbita completa durante il suo modo di rotazione ( periodo di rivoluzione) che il loro rapporto è esprimibile in frazioni di numeri interi piccoli. Esercitando su entrambi una regolare influenza gravitazionale. Questo fenomeno può stabilizzare le orbite e proteggerle da perturbazioni gravitazionali.
Microlente gravitazionale: l'effetto della lente gravitazionale avviene quando i campi gravitazionali di due corpi celesti lavorano insieme per focalizzare la luce di una stella lontana. Uno studio quinquennale statistico pubblicato a dicembre 2016 effettuato mediante la tecnica del Microlensing ha suggerito che i più comuni pianeti freddi siano di massa nettuniana.
Dischi circumstellari e protoplanetari: le nubi di polveri circondano molte stelle che possono essere individuate per la loro particolaritàz, sono in grado di assorbire la luce stellare e riemetterla sotto forma di radiazione infrarossa cioè, radiazione elettromagnetica. Analizzando attentamente le nubi di polveri, è possibile individuare elementi che suggeriscono la presenza di pianeti e/o protopianeti. (un pianeta in formazione che orbita nel disco protoplanetario di una nebulosa solare.)
Sapevi della Nomenclatura astronomica?
Da quando furono scoperti i primi pianeti, un pianeta viene nominato come la stella madre, con l'aggiunta di una lettera minuscola. Il primo pianeta scoperto viene indicato con la lettera "b", e a seguire tutte le altre lettere per dare un nome.
Se vengono invece scoperti contemporaneamente più pianeti attorno a una stella, quello con l'orbita più prossima alla stella riceverà la lettera b, il secondo più vicino la lettera "c", così a seguire per eventuali pianeti più distanti dalla stella.Se un pianeta orbita attorno a una delle stelle di un sistema binario, riceverà il nome della stella con una lettera maiuscola che indica la componente attorno alla quale orbita il pianeta, quindi la lettera minuscola che identifica il pianeta stesso. Se si tratta di un pianeta circumbinario, cioè se esso orbita attorno a due o più stelle del sistema, allora vengono aggiunte, prima della minuscola che identifica il pianeta, tutte le maiuscole che identificano le componenti stellari attorno alle quali ruota il corpo planetario.
Ma quali sono i metodi più utilizzati per individuare un esopianeta?
Metodo della velocità radiale: per vedere la forza di gravità del pianeta che orbida intorno alla stella, e usando strumenti che permettono di vedere una leggera oscillazione del esopianeta.
L'osservazione: osservare la traiettoria del movimento delle stelle, con la scoperta che se una stella ha un pianeta, il suo movimento è diverso dal normale.
La tecnica del transito: che permette di studiare i movimenti tramite il blocco della luce cioè, nel l'esatto momento che passa l'esopianeta davanti alla sua stella copre una piccola parte della luce.
Fotografia: si utilizza un osservatore professionale che scatta una foto più nitida.
ANNOTAZIONI/CURIOSITÀ
Disco protoplanetario:Un disco protoplanetario è una struttura discoidale di gas e polveri in orbita attorno a una stella o, più spesso, a una protostella.
Protostella:consistente in una massa di gas e polveri che inizia a contrarsi per effetto dell'attrazione gravitazionale: quando tale massa raggiunge una configurazione di equilibrio, in cui l'attrazione gravitazionale viene bilanciata dalla pressione di radiazione derivante dai processi di fusione nucleare, la protostella diventa una stella.
Nebulosa solare:L'ipotesi della nebulosa solare è il modello maggiormente accettato dalla comunità scientifica per spiegare la formazione del sistema solare e, più in generale, dei pianeti e dei sistemi planetari.
